Il telefono mi sveglia alle 7:30 circa. Mi ero fissato di voler visitare il castello di Bran (alias Dracula) in Transilvania. Se non sai di cosa sto parlando, leggi la prima parte 😉

Studio a grandi linee il percorso, prendo macchinetta, telefono, portafogli, e mi incammino verso la stazione centrale di Bucarest.

Dalla stazione di Bucarest prendo un treno malandato, con destinazione Brasov.

Il viaggio è lungo, circa 3 ore, così decido di provare a chiacchierare con la signora seduta di fronte, Mariella Gateau, che scopro essere una simpatica signora romena sulla cinquantina, che parla fluentemente l'italiano, il romeno, l'inglese ed il francese. Abbiamo condiviso più di due ore di viaggio, e durante questo tempo ci siamo raccontati molto delle rispettive vite. Prima di scendere dal treno, Marinella mi saluta molto calorosamente e mi regala una tavoletta di cioccolata, che si è rivelata una manna dal cielo più avanti nella giornata.

Brasov - Prima parte

Brasov è una città non molto grande al centro della Transilvania. È un ottimo punto d'appoggio per visitare i molti castelli presenti sul territorio. Ma io in quel momento ne avevo in testa solo uno: quello di Dracula.

Una guida trovata su internet, suggerisce di prendere l'autobus 29 all'esterno della stazione. Lo prendo, ma qualcosa deve essere cambiato rispetto a quando è stata scritta quella guida. Il mezzo, dopo circa 30 minuti, finisce la sua corsa in un piccolo terminal ai confini della città. Senza internet e senza sapere ne dove fossi, ne cosa fare, decido di prendere un taxi fino al castello. Per 70 lei (circa 16€) arrivo in una mezz'oretta nel villaggio di Bran, in cui c'è l'omonimo castello.

Il villaggio è composto da casupole di legno ed è sovrastato da questo castello posto in cima ad una collina. Tutto è esattamente come me lo ero sempre immaginato, in perfetto stile vampiresco (e la giornata pioviginosa aiuta sicuramente l'ambientazione tetra).

Il castello di Dracula

Non riuscivo a crederci. Ero nel castello di Dracula. Ero nel castello del vampiro più famoso del mondo, e protagonista delle mie storie horror d'infanzia. Camminare tra tutte quelle stanze perfettamente arredate, piene di gingilli strani, armature, e lussuosità varie mette non poca soggezione, e si rimane più volte senza fiato.

La vera paura? L'iprevisto in Transilvania

Avendo speso già "molti" soldi per l'andata, e sapendo di dover ancora comprare il biglietto del treno per Bucarest, decido di provare a tornare alla stazione di Brasov con l'autobus. Il problema sta nel fatto che praticamente nessuno parla inglese, e chiedere informaizoni diventa più una serie di gesti strani con gente che ti prende per scemo. Finché un tipo, con aria sicura, mi dice "BUS! BUS!" indicando un autobus in partenza. Mi ci fiondo, pago il biglietto e salgo. Ero abbastanza stanco, così decido di mettere le cuffiette e godermi il paesaggio.

Passa il tempo, ed il panorama non sembra cambiare. Una distesa a perdita d'occhio di sterpaglia, circondata da montagne innevate all'orizzonte.

Così dopo poco più di un'ora mi alzo per chiedere informazioni all'autista. In quel momento due cose mi lasciarono perplesso: la prima era che non mi ero accorto di essere rimasto l'unico sull'autobus, la seconda è stata la faccia sorpresa dell'autista nel vedermi andare verso di lui. In poche parole, io non mi ero accorto che avevamo già superato il capolinea, e l'autista non si era accorto che io ero ancora sull'autobus. Non ho fatto in tempo a dire niente che l'autista ferma l'autobus, e con fare minaccioso mi fa capire in una lingua strana che dovevo scendere. Non c'è stato verso di farlo ragionare. Dovevo scendere.

Ero nel bel mezzo del nulla cosmico da qualche parte in Transilvania, ai bordi di una strada che sembrava non portare da nessuna parte, senza campo al telefono, DA SOLO. In quel momento avevo mille pensieri per la testa, ma sostanzialmente si potevano riassumere in: ED ORA CHE CAZZO FACCIO?

Così decido di incamminarmi nella stessa direzione dell'autobus (da qualche parte doveva pur portare) facendo l'autostop al passaggio delle poche macchine che mi sfrecciavano affianco. Ho camminato per circa 30 minuti, ed avevo quasi perso le speranze di ricevere un passaggio, finché -colpo di scena- una macchina si ferma.

Ciprian è il nome del mio salvatore, che (botta di culo incredibile) capisce anche un po di inglese e si offre di darmi uno strappo fino al villaggio più vicino. Arriviamo dopo una ventina di minuti in questo piccolo villaggio malandato, senza neanche le strade asfaltate, e ci fermiamo in un locale per mangiare e bere qualcosa. Prima di entrare Ciprian mi fa capire di non tirare fuori ne macchinetta ne telefono, e questo non mi rassicura per niente. Io mangio un po di pollo (tra l'altro veramente buono), lui beve una birra, ed intanto gli spiego la mia situazione. Alché lui mi fa la sua offerta: "50 lei e ti accompagno io alla stazione di Brasnov" Accetto senza pensarci mezzo secondo, in fondo per meno di 15€ mi avrebbe risolto tutti i problemi.

In meno di 30 minuti ero alla stazione di Brasov. Ero riuscito a tirarmi fuori da una bella situazione dimmerda. Mi sentivo cazzuto all'inverosimile :D

Finalmente Bucarest

Con un po' di fatica per farmi capire, acquisto il biglietto per tornare a Bucarest. Ma non poteva finire così. Troppo semplice.

Salito sul treno, mi accorgo di aver perso il biglietto (e da stracazzuto ero tornato a sentirmi scemo come non mai). Così vado alla ricerca del controllore che, senza pietà, mi fa una multa per tutti i contanti che mi erano rimasti (circa 40 lei). Poco male. Era solo questione di tempo prima di tornare finalmente al mio hotel :)

Il ritorno

Ho dormito come non facevo da tempo, e mi sentivo riposato e pronto per l'ultimo giorno di viaggio. L'aereo che mi avrebbe riportato a Milano era previsto per le 16:20, così decido di sfruttare l'ultima mattinata per vedere qualche parco di Bucarest.

Arrivo in largo anticipo in aereoporto, supero i controlli di sicurezza, e mi metto ad aspettare di fronte al gate. Da questo momento in avanti è stata tutta una corsa sfrenata contro il tempo. Atterraggio a Malpensa alle 18:00. Navetta per la stazione centrale alle 18:15 (presa per miracolo). Arrivo in stazione alle 19:33. Prendo il treno per Rimini per il rotto della cuffia alle 19:35.

Ce l'avevo fatta. Ero diretto a casa (anche se sudato, puzzolente ed esausto).

Quindi? Lo rifarei?

Assolutamente si! È stata un'esperienza unica. Ho visto posti bellissimi, conosciuto persone di culture diverse, ma soprattutto mi ha regalato molte storie che potrò aggiungere al barattolo delle "cose da poter raccontare di una vita vissuta".